Vedere il positivo.

Quand’ero bambina ho letto un romanzo che parlava di una ragazzina piuttosto sfortunata, il cui padre, prima di morire, le aveva insegnato un gioco meraviglioso: si trattava di trovare in ogni cosa esistente, in ogni fatto che accadeva, il lato positivo.

Ora, io credo che qualsiasi cosa o fatto possa esistere solo perché sta in equilibrio: abbiamo il giorno e la notte, la luce ed il buio, la donna e l’uomo, il bello ed il brutto, il buono ed il cattivo, la fortuna e la sfortuna, e così via …..

I Cinesi ritengono che il Tao, che comprende tutto ciò che esiste, si divida in Yin e Yang, che sono tra loro contrapposti, ma che si integrano a vicenda: un po’ di Yin sta anche nello Yang, e un po’ di Yang sta nello Yin; uno non può esistere senza l’altro.

Noi occidentali ci riferiamo spesso alle due facce di una stessa medaglia: essa non potrebbe essere tale se non avesse ambedue le facce. Allo stesso modo il giorno non potrebbe esistere se non ci fosse all’opposto una notte, il concetto di bello non avrebbe senso se non esistesse anche il brutto, e così all’infinito.

Se accettiamo quanto detto finora, è ovvio che una sofferenza esiste perché c’è stata o ci sarà un periodo gioioso, e una disgrazia accade per contrapporsi ad una gran fortuna che abbiamo avuto o avremo in futuro.

Ci sono eventi il cui equilibrio si verifica nella stessa vita; per altri  invece può accadere in vite successive (o precedenti); altre volte ancora può capitare che qualcosa di nostro vada ad equilibrarsi con il destino di una o più persone (spesso della stessa famiglia, o della stessa città, dello stesso popolo, ecc.). Ma sempre, comunque, tutto acquista un senso se pensiamo all’equilibrio.

Si tratta a volte di un disegno troppo ampio perché noi possiamo comprenderlo, che ha un senso per forze più grandi di noi. Spesso però c’è qualcosa alla nostra portata: ogni più piccolo accadimento della nostra vita si equilibra da solo; ha il suo lato positivo e quello negativo.

E allora la cosa più semplice è giocare: giochiamo, giochiamo come bambini, e quando notiamo qualcosa di spiacevole, cerchiamo l’altro lato. Ci vuole impegno ed esercizio, ma tutto avviene perché noi siamo al mondo per imparare una lezione, e se ci diamo da fare corriamo il rischio di vincere la partita vera.

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